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Una battaglia vinta, ma non la guerra

Da quello che riusciamo a capire dalla manovra di bilancio per l’anno 2017 (visto che le proposte, le promesse ed i progetti cambiano ogni giorno!) risulta che come Confcommercio abbiamo vinto una battaglia. Quella cioè di avere escluso nel 2017 l’aumento dell’IVA. Ed è una battaglia vinta perché c’era un impegno del Governo (“clausole di salvaguardia”) nei confronti degli organismi internazionali assunto relativamente alla riduzione del debito e c’era in Italia la Confindustria che premeva (non si capisce con quale logica) perché il Governo aumentasse l’IVA. Purtroppo la battaglia è vinta ma non la guerra. Infatti stando ad una bozza della manovra elaborata dai Ministeri l’aumento delle aliquote IVA avverrà nel 2018 e 2019. Dal 2018 l’IVA dal 10 salirebbe al 13% e quella dal 22% al 25% con un aumento ulteriore nel 2019 pari allo 0,9%. Se venissero confermate le indiscrezioni sull’aumento dell’IVA, il Paese dovrebbe prepararsi a una prolungata stagnazione. Aumenterebbe il costo dei prodotti, diminuirebbero ulteriormente i consumi insieme alla fiducia di imprese e famiglie italiane. Ma calerebbero anche gli acquisti dalle aziende manifatturiere che non operano all’estero. L’Italia, con un aumento delle imposte indirette, previsto nel 2019 a 23 miliardi di euro, sarebbe leader nel mondo per pressione fiscale. Il Paese sarebbe destinato ad un ulteriore lungo periodo di crisi e disoccupazione. Ecco perché, vinta la battaglia per il 2017, dobbiamo prepararci alla guerra.

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