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«Tante chiamate tutte per dirci: non ci stiamo»

Ma se l\'ipotesi va in porto allora però deve valere per tutti: circoli, supermercati, centri sociali, teatri ecc... Se no stavolta ci sentono»

Green pass per andare al ristorante. II modello annunciato dal presidente Macron in Francia non passa a queste latitudini. Perlomeno su Pesaro dove l'ipotesi che viene ventilata ha suscitato una serie di reazioni avverse. II tutto all'interno di una città che ha circa duecento ristoranti con migliaia di coperti, ed il tutto in piena estate.

«Abbiamo ricevuto decine e decine di telefonate dai nostri associati - dice Davide Ippaso, responsabile per la città di Confcommercio - e ne abbiamo ascoltate di tutti i colori, ma tutti sono fortemente contrari a questa ipotesi. Siamo stati spacciati ed indicati per gli untori per un anno e mezzo, ma non solo i ristoratori, ma tutti gli esercenti, e poi abbiamo visto assembramenti indescrivibili, immondi, gente che ci ha marciato». Colpa di chi, questo allarme di ritorno?

«Ci sono i soliti imbecilli che creano dei problemi che poi rischiano di diventare delle tragedie. Si sono viste cene in spiaggia dove con cucine di 9 metri quadrati si sono fatti anche duecento coperti. Qualcuno, bisogna dirlo, ha tirato troppo la corda». Si, ma se l'ipotesi del green pass si dovesse concretizzare? «Allora deve valere per tutti. Per i supermercati, per i circoli, per i teatri per i centri sociali e non solamente per la categoria dei ristoratori oppure per i bar. Se deve essere, deve essere per tutti, perché se dovesse colpire solamente una categoria, questa volta le nostre azioni saranno eclatanti. Certamente non staremo zitti». Perché è così delicata la situazione per i ristoranti? «Perché sono quelli che sono stati, tranne rare eccezioni, ligi e rigidi alle regole sanitarie e di distanziamento per cui siamo davanti a luoghi sicuri. C'è molta attenzione». Rischia di 'saltare' fra l'altro l'estate e cioè il periodo dove più volentieri si va al ristgorante? «Certamente. E' stato dato il liberi tutti un mese fa, abbiamo visto di tutto in giro, ma i ristoranti, tenendo conto che i ragazzi non ci vanno per ragioni anche di soldi, sono uno dei punti di accoglienza per i turisti che sono presenti in città. E la clientela è tutta mediamente grande proprio per capacità di spesa».

Green pass a parte: arrivano telefonate di persone che si lamentano perchè hanno preso delle stangate: la categoria si rifà dei mesi di chiusura o in previsione di nuovi eventuali lockdown? «Assolutamente no perché generalmente si spende come lo scorso anno. Poi se c'è qualcuno che fa il furbo ci pensa il mercato».
In che senso? «Uno ci va una volta e poi non torna più. Comunque bisogna anche tenere conto che nel frattempo sono aumentate anche le bollette della luce e del gas».


Da Il Resto del Carlino

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