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«Solidali con i negozianti dei centri commerciali»

Barbara Marcolini, presidente Confcommercio Fano e titolare di gioiellerie

Tra le categorie del commercio e dei pubblici esercizi che hanno sofferto per le restrizioni ci sono anche l'abbigliamento, gli accessori e le gioiellerie. Queste ultime tra l'altro hanno visto un netto calo di vendite in conseguenza anche alle mancate cerimonie. Barbara Marcolini è titolare de "L'oro di Babet" gioielleria con due punti vendita a Fano ed è anche presidente di Confcommercio Fano e in questi mesi ha purtroppo sentito in prima persona le difficoltà e ascoltato le testimonianze di altri esercenti. Le scelte e i decreti statali non sono stati, per Marcolini, all'altezza della situazione.

I ristori «Abbiamo sofferto moltissimo le chiusure e i ristori arrivati sono stati assolutamente inadeguati. Un esempio? Chi ha avuto 5 mila euro a sostegno magari ne ha persi anche 180 mila di fatturato. Inoltre se il negozio è chiuso l'incasso è zero ma le spese fisse come gli affitti e le utenze restano e devono essere pagate. Molte attività ad oggi hanno chiuso o hanno dovuto attingere ai risparmi di una vita; io ad esempio non ho ereditato l'attività come spesso capita perle gioiellerie ma ciò che ho costruito è il frutto di 26 anni di lavoro».

Da qui la richiesta: «Vogliamo ristori adeguati e ponderati, che non tengano conto solo della diminuzione dei fatturati che negli ultimi 5 mesi sono stati giocoforza bassissimi». «Nei settori del commercio come l'abbigliamento poi - puntualizza - la merce invenduta, pur non deteriorandosi, passa di stagionalità per cui ha meno valore sul mercato quando la si vende. Assurdo poi l'obbligo di tenere i negozi di centri commerciali chiusi nel weekend e a tale proposito martedì 11 maggio alle 11 è stata indetta una manifestazione proprio per promuoverne la riapertura nel fine settimana e prefestivi. Personalmente ho un punto vendita sia in centro storico e uno anche presso il FanoCenter e quest'ultimo ho dovuto tenerlo chiuso il sabato, la domenica e anche i prefestivi. Si tratta dei giorni dove si lavora e si incassa di più». L'appello è sempre lo stesso «Fateci lavorare. Lo faremo rispettando tutti i protocolli, perché devo tenere chiuso il negozio quando il supermercato è pieno di gente? Lo stesso vale per i grandi franchising (esterni ai centri commerciali) dove controllare l'afflusso e gli assembramenti è molto più difficile rispetto ad un negozio».

Fano è una città turistica e se il coprifuoco non sarà tolto o almeno allungato di alcune ore entro l'estate sarà un grosso problema.

Il coprifuoco «Se alle 22 bisognerà andare a casa sarà un disastro a livello turistico, perché gli stranieri sceglieranno altre mete. In estate abbiamo le aperture serali ma con il coprifuoco alle 22 non sono possibili». Per il 2020 alcuni esercizi commerciali hanno registrato il 50% di vendite in meno rispetto al 2019 recuperando qualcosa solo in estate dove si è lavorato quasi normalmente «I primi mesi del 2021 non sono certo andati bene —conclude la Marcolini — per questo è importante che almeno per il periodo estivo si possa lavorare anche per assicurare un futuro ai nostri collaboratori. In ogni caso nonostante tutti gli sforzi non si riusciranno comunque a rimarginare le profonde ferite aperte dal Covid».


Dal Corriere Adriatico

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