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Notte Rosa, Confcommercio insorge «Meglio chiudere che il modello Rimini»

Presidente e direttore di Confcommercio a difesa del modello turistico Pesarese. E all’attacco del sindaco Matteo Ricci. «Stalinista» è l’accusa del direttore Amerigo Varotti. «Se noi dovessimo scendere ai livelli riminesi meglio chiudere» incalza il presidente dell’Associazione Angelo Serra rivolgendosi agli operai romagnoli. L’affaire Notte Rosa e la disponibilità del sindaco di Rimini Andrea Gnassi a coinvolgere nella programmazione dell’evento anche Pesaro si è portata dietro una cosa di velenose polemiche. Interne ed esterne. Tra albergatori e l’amministrazione comunale. E tra gli stessi albergatori e i colleghi riminesi.
Il direttore di Confcommercio Amerigo Varotti se la prende in primis con il sindaco Ricci che lo aveva accusato di fare politica e di essere vicino alla lista del Governatore Spacca. «AL di là della stima che nutro nei confronti del Governatore Spacca io non ho mai né partecipato alle convention di Marche 2020 né pensato di candidarmi – spiega Varotti – sono però sorpreso che un giovane del Pd si comporti come uno stalinista. E, nel solco della peggiore tradizione comunista, confonda una valutazione legittima espressa dal rappresentante di un’associazione di categoria come un attacco politico. Io non faccio politica ma tutelo gli interessi dei miei associati». Già, ma rinunciare ad entrare nell’organizzazione del Capodanno dell’Estate, che in 10 anni in Riviera avrebbe generato un indotto di un miliardo, è tutelare gli interessi dei propri associati? «Nel mondo turistico pesarese si è aperto un dibattito che io rispetto: personalmente ho seri dubbi sulla Notte Rosa – continua Varotti – A mio avviso andremo a fare l’appendice della Romagna. Sarebbe come portare alcune iniziative collaterali al Rof a Rimini. Senza contare che per alberghi e ristoranti o esercizi commerciali di alto livello il ritorno della Notte Rosa sarebbe minimo. Le critiche delle categorie riminesi? Direi che dovrebbero pensare al loro modello turistico dato che mi sembra in enorme difficoltà».
Ancora più territorialmente vicino alla Romagna c’è Gabicce. Terra del Presidente di Confcommercio Angelo Serra. «Io credo che il presidente di Confcommercio di Rimini dovrebbe occuparsi dei problemi di casa sua dato che mi sembra siano in crollo gli iscritti dell’associazione: critiche poco ortodosse – spiega Serra – Modello Rimini? Ma quale modello. La concorrenza no si fa solo giocando al ribasso sul costo delle stanza ma sulla qualità. E a 19/20 euro a camera, come accade a Rimini, fai fatica ad investire sulla qualità. Se noi dovessimo scendere a quel livello credo che sarebbe meglio chiudere gli alberghi».

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