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Meglio una cedolare secca per immobili strumentali

Le imprese sono il motore di sviluppo delle città: le presidiano, le rendono vive, le perseverano.
Quando una saracinesca si abbassa definitivamente un “pezzo” della città muore e diviene conquista del degrado.
Purtroppo da troppi anni stiamo assistendo ad un processo di “desertificazione commerciale” che ha comportato un calo di oltre 60 mila negozi. Con buona pace di amministratori locali e governi che invece di adottare politiche di tutela e salvaguardia sembrano più interessati a favorirne la morte.
Non riuscendo a capire che se chiudono le imprese, muoiono le città (in cui prendono il sopravvento degrado, criminalità e mancanza di sicurezza).
Tra le principali cause del fenomeno:
- il costante ed incontrollato processo di insediamenti e ampliamenti delle grandi strutture di vendita e l’assurda liberalizzazione degli orari e delle aperture domenicali e festive (con lo “Sblocca Italia” siamo unici in Europa);
- gli alti canoni di locazione che si registrano nelle zone più centrali. Due sarebbero le soluzioni da adottare: una cedolare secca sulle locazioni commerciali e una local tax che comprenda IMU, TASI e TARI totalmente deducibili;
- la lunga e profonda crisi economica a cui non si è data alcuna risposta. Nessun provvedimento strutturale di riduzione delle tasse per le piccole e medie imprese è stato adottato in questi anni di crisi, preferendo utilizzare miliardi in mance elettorali ed una tantum;
- l’esplosione del commercio elettronico (e-commerce) a cui è consentito di operare con regole meno stringenti e più favorevoli (anche per le tasse) rispetto al commercio tradizionale provocando di fatto una concorrenza sleale.
Ecco, quindi, quattro provvedimenti che attendiamo – finalmente – dal nuovo Governo.

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