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«Macroregioni, le Marche restino unite»

Pesaro Urbino in Emilia Romagna? Anche le associazioni di categoria dicono di “no”. La proposta di riduzione delle Regioni depositata in Parlamento dai parlamentari democrat Rannucci e Morassut, che spingerebbe il nostro territorio verso l’Emilia Romagna e il resto delle Marche nella Regione Adriatica insieme ad Abruzzo e alle province di Isernia e Rieti, non convince neppure le categorie economiche. La proposta, depositata nei mesi scorsi, è tornata a far parlare di sé in questi giorni perché il Governo ha accettato un ordine del giorno dello stesso Rannucci con cui si chiede di valutare “un progetto di revisione costituzionale che vada verso la riduzione delle Regioni”. E al momento l’unica ipotesi in campo è quella dei 2 parlamentari del Lazio. “Si vede che sono laziali – sbotta il vice presidente della Camera di Commercio Amerigo Varotti – hanno fatto una proposta insensata. Che con il nostro territorio non c’entra nulla”. Il numero due dell’ente camerale, che è anche direttore di Confcommercio, così come aveva fatto per i Comuni della Valmarecchia è fortemente contrario al passaggio in Emilia Romagna. “Credo che i due parlamentari del Pd farebbero meglio ad occuparsi di altro piuttosto che del riordino delle Regioni – attacca Varotti – Entrambi provengono dal Lazio e non conoscono nulla dell’identità e della storia del nostro territorio altrimenti non avrebbero fatto una proposta del genere. Le Marche devono rimanere unite con le proprie peculiarità e le proprie eccellenze”. Non sfugge al dibattito sulla necessità di ridurre le Regioni, Varotti. Un alleggerimento della spesa statale è necessaria. Ma si parta da Roma. “Un alleggerimento dello Stato è sicuramente necessario ma si dovrebbe partire dagli organi centrali e non da quelli periferici – continua Varotti – Invece mi sembra che Renzi e i suoi, la spending review la attuino esclusivamente a discapito dei territori chiedendo continui sacrifici ai cittadini. Non è accettabile”. E con chi si accorperebbe? “L’ipotesi più giusta per le Marche riguarda sicuramente all’unione con Toscana e Umbria” conclude Varotti – L’idea dell’Italia di mezzo è molto più adeguata e coerente con la nostra storia”.

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