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"L’estate addosso”. Mai ci fu titolo più azzeccato per la nostra intervista a Bagni Margherita

Buongiorno Raniero. Raccontaci quando decidi di intraprendere questa attività stagionale, invidiata da tutti gli appassionati di mare, sole e relax?

Faccio questo lavoro da sempre, questo é il 30esimo anno che sono qui, infatti prima era della mia famiglia, i miei lo hanno acquistato da Margherita, e io lo gestisco dal 2005 da solo. Al bar ora c’è il socio di mio babbo Roberto. La spiaggia negli anni si è trasformata tantissimo: prima era enorme poi con gli anni sono stati fatti dei lavori pochi intelligenti e, non ultimo, il grosso problema di erosione.

Nel tempo com’ è cambiato il mestiere del bagnino e quanta forza e coraggio sono serviti per affrontare “problematiche naturalistiche” che hanno mutato anche le presenze in spiaggia?
Come dicevo nel tempo abbiamo affrontato tutte le problematiche legate a questa erosione, con la speranza che fosse una fase momentanea, invece sono arrivato ad una rassegnazione totale. Diciamo che la fisionomia della spiaggia può avere un suo perché, visto che ha una buona larghezza, sebbene una ridottissima profondità. Nel tempo questo spazio è diventato “intimo”, è una spiaggia dove è tutto sotto controllo, anche come spazio relax. Ho puntato molto a una spiaggia per giovani e famiglie che vanno alla ricerca dello spazio sereno, tranquillo e posso dire che è un lido sicuro.

Parlaci del mestiere del bagnino, tanto invidiato.

Io sono un po’ conservatore sotto questo aspetto, amo girare sotto gli ombrelloni, in acqua, non sto seduto all’ombra tutto il giorno; così facendo la sera il fisico ne risente, è certamente più faticoso, ma più piacevole e soprattutto più funzionale ai miei clienti. Io sono qui da marzo tutti i giorni dalla mattina presto alla sera tardi e chiudo i battenti a ottobre. Abbiamo avuto grosse mareggiate negli ultimi tempi ed il clima si è tropicalizzato, da attimi di grande caldo a piogge fredde improvvise. La stagione a volte inizia un po’ più tardi anche se io parto ufficialmente con la stagione il 25 aprile dando i lettini a tutti i clienti; devo dire che anche grazie alla ciclabile si sta prolungando la stagione anche fino ai primi di ottobre, infatti la gente fa una camminata o una pedalata fino a Fano e si ferma comunque.

Nodo turismo, la tua spiaggia ha visto un cambio di rotta sotto il profilo delle ondate di vacanzieri?

Negli ultimi anni vedo che sta un po’ riprendendo il flusso turistico. Una volta lavoravo molto con l’entroterra, soprattutto Urbino. Avevo un “piazzale” che mi permetteva di dare lettini giornalieri, ma con questa grossa erosione, la punta di sabbia che toccava gli scogli ora non esiste più, e questa abitudine dei lettini giornalieri ormai è quasi sparita. Adesso lavoro con lo stagionale storico, quelli che da anni vengono anche da fuori, ma sono comunque pochi, gli stranieri sono diminuiti nettamente, anche se qui da me ho vari clienti stranieri; il Rof resta sempre un buon traino per gli stranieri che vengono per la musica. Per quanto riguarda gli eventi serali, negli scorsi anni c’è stato un boom di questa zona, mentre questo è certamente il momento della Baia Flaminia.

“Assicurare il sole” é uno strumento per avvicinare i turisti alla città?

Come vi dicevo sono un bagnino conservatore e non credo molto a questo progetto, preferisco offrire un buon servizio anche con la nuvola, il cliente lo apprezza di più. Cerco di dare quello che veramente richiedono le persone, un servizio concreto. Poi ovviamente se tutti aderiscono ad un progetto, mi metto in linea con i miei colleghi, ma credo che serva altro. Ad esempio, avendo ormai poco spazio in spiaggia, ho creato da tempo dei campi dedicati allo sport in acqua, oppure riduco un po’ la musica per cercare maggior relax, e offrire un ampio spazio per bambini.

La burocrazia per uno stagionale è più snella o crea sempre grandi ostacoli?

Come potete immaginare non é facilmente gestibile, occorrono leggi più chiare, snelle e regole nette così da essere in regola senza pensieri o ansie in fase di controlli.

Come sta cambiando l’identità di Pesaro?

Certamente l’immagine di Pesaro è cambiata, dalla Palla di Pomodoro fino ai lidi, io sono ancora un appassionato del mare anni ’60, dove si andava in spiaggia per amore del mare, mentre ora una spiaggia viene considerata per il bar e gli aperitivi. Io ho un’idea tutta mio del mare, solo sentire l’odore della salsedine mi fa stare bene; fosse per me farei scaricare la ricevuta dell’ombrellone, perché la spiaggia è terapeutica e rilassante.

Come avviene l’incontro con la Confcommercio?

Vi conosco da sempre, partendo dal fatto che molti dipendenti Confcommercio sono miei clienti, ma non solo, come vostro associato vengono da tempo nei vostri uffici e a parte la comodità data la vicinanza, è proprio un bell’ambiente che mi supporta in molte problematiche.

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