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«La Notte Rosa fa bene solo alla Romagna»

Sulla Notte rosa Amerigo Varotti, direttore generale di Confcommercio Pesaro e Urbino, si schiera con Fano: «Prendiamo atto con soddisfazione che nel 2017 nel calendario delle manifestazioni turistiche del Comune di Fano presentato dall'assessore Marchegiani non figura più la notte rosa».

Varotti, perché?
«Una scelta che non ha alcun senso, che non ha nessuna logica dal punto di vista del marketing turistico e che ha dimostrato la povertà di idee di chi l'ha voluta e sostenuta contro il volere di tutti forse per avere un altro palcoscenico nazionale dove comparire anche se in posizione defilata. Potenziare la vivacità delle nostre città va benissimo, ma andare dietro all'Emilia Romagna porta solo bene alla Romagna».
Le poi contesta anche il fatto che il comune di Pesaro spende soldi per accodarsi alla manifestazione...
«Esatto, apprendiamo che il Comune di Pesaro nel 2016 ha versato 75.000 euro agli organizzatori della notte rosa solo per aderire alla manifestazione e inserire gli eventi di quella serata nei depliant e nella pubblicità della Notte rosa. Sa quanti eventi nostri facevamo con quei soldi?».
Mala Notte rosa ogni volta che Pesaro vi ha partecipato é stata un successo.
«Hanno fatto due edizioni, c'erano residenti e i turisti. E' normale. Sarebbero venuti anche per altri eventi. Ma da noi non vengono quelli della Romagna».
Partecipare alla Notte rosa però é un altro discorso.
«Qui é solo una festa. Se la chiami la Notte di sospiri, la gente arriva lo stesso».
E a tutti i locali, ristoranti ecc... che magari sono anche vostri soci, che con quelle serate ci hanno guadagnato, cosa direbbe?
«Chi guadagnavano anche con un evento creato solo da noi, nelle Marche. In Romagna ridevano quando a Pesaro si é accodata. Mi hanno telefonato: siete diventati matti?».
Quindi?
«Ha ragione l'assessore al Turismo Pieroni nel creare una giornata tutta nostra: noi siamo concorrenti con la Romagna. Ci risulta peraltro che agli organizzatori siano andati anche i soldi di sponsor reperiti dal comune. Soldi sprecati per un evento che "non ci appartiene come territorio". Un turista che voglia partecipare alla kermesse va in Romagna non a Pesaro o a Fano. I nostro sindaci invece contro il parere di tutte le categorie turistiche e con l'arroganza tipica di chi non accetta il confronto hanno aggiunto spettacoli locali agli eventi romagnoli, arricchendo quella manifestazione, figurando in coda alla pubblicità di quell'evento come i parenti poveri ammessi alla corte della Notte ricca romagnola. Spendendo soldi dei contribuenti. Speriamo che nel 2017 nessun comune marchigiano partecipi a un evento che promuove solo la Romagna».

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