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I “furbetti” del ristorante in spiaggia «Il Comune ha fatto un’indecenza»

Tre stabilimenti balneari hanno la certezza di poter fare già questa estate ristorazione anche se il nuovo Piano Spiaggia non diventerà operativo per tempo. Sono lo Chalet a Mare Sottomonte e i Bagni Gilberto e Lido Excelsior a Levante. Il Lido Excelsior ha già in mano la licenza, gli altri due devono ancora ottenerla ma si tratta di una formalità visto che la giunta ha approvato le varianti che gliela concedono. Varianti al vecchio Piano Spiaggia, quello del 2005. «E’ una vergogna che trascende la decenza- sbotta il direttore di Confcommercio Amerigo Varotti – Ottenere la licenza con una variante al precedente Piano Spiaggia significa poter fare ristorazione senza adeguarsi alle prescrizioni che sono state introdotte nel nuovo piano per volere dell’Asur e delle associazioni di categoria. Quindi, potranno fare ristorazione senza costruire nuovi bagni per i clienti e altri spazi che chi si adeguerà con il nuovo piano sarà costretto ad allestire».
Varotti e il direttore Confesercenti, Roberto Borgiani, hanno incontrato ieri pomeriggio gli assessori Stefania De Regis e Antonello Delle Noci per chiedere spiegazioni: «Ci hanno detto che i tre stabilimenti hanno richiesto la variante prima che si iniziasse il dibattito sul piano spiaggia e che quindi le pratiche sono andate avanti in maniera autonoma – riporta Varotti – Ma quando questi 3 stabilimenti hanno fatto richiesta il Comune era già intenzionato a rielaborare il Piano Spiaggia, quindi avrebbe dovuto stoppare se non bocciare le loro richieste in attesa che venisse approvato il Piano Spiaggia con le nuove prescrizioni. Qui sono state fatte varianti ad personam perché c’è qualcuno “più bello” di altri e abbiamo tutta l’intenzione di andare a fondo sulla questione».
Il direttore di Confcommercio parla di «percorso scorretto» da parte dell’amministrazione anche nei confronti delle associazioni di categoria che sono state tenute all’oscuro delle varianti nel mentre che erano in corso le trattative sulla possibilità di estendere le licenza di ristorazione a tutti gli stabilimenti. «Abbiamo fatto assemblee pubbliche, riunioni a porte chiuse, decine di telefonate nelle quali gli assessori ci assicuravano di voler trovare un punto di convergenza sulla questione e intanto concedevano licenze a 3 stabilimenti senza avvertire con delibere di giunta».
Il nuovo Piano Spiaggia approderà nelle prossime settimane in giunta, poi ci saranno 60 giorni per presentare osservazioni prima dell’approvazione definitiva.
La Confcommercio già annuncia azioni perché «nella versione definitiva il Piano è ancora peggio che nella bozza iniziale, è un disegno folle- è il parere di Varotti – Infatti, senza l’aumento volumetrico che la sovrintendenza ha vietato, nei chioschi in viale Trieste non ci starà lo spazio per costruire un ulteriore bagno per i clienti e la dispensa, né per allargare la cucina. Quindi, i gestori faranno ristorazione come ora, cucinando pesce sulla spiaggia e usando i servizi igienici dei bagnanti, quindi senza adeguarsi alla normativa igienico-sanitaria. In pratica, i ristoranti veri e propri saranno cornuti e mazziati».

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